giovedì 16 giugno 2016

Il Dott. Ferrante presenta la sua Giunta, ma dimentica le donne

Il candidato sindaco del centrosinistra, Dott. Franco Ferrante, questo pomeriggio ha pubblicato i nomi di chi comporrà la sua Giunta, nel caso in cui questa domenica dovesse vincere al ballottaggio contro Giuseppe Cosola. Riporto qui i nomi:


- Antonella Gatti (Vicesindaco, politiche giovanili, sport e progetti comunitari)
- Prof. Filippo Vitolla (Finanze e bilancio)
- Fusano Domenico (Polizia urbana, igiene urbana, commercio)
- Prof. Iacobellis Nicola Sante (Agricoltura e attività produttive)
- Prof. Bruno Gianni (Innovazione tecnologica, informatizzazione e pubblica istruzione)

Non discuterò dei nomi, tutti di rispetto, ma delle quote di genere: abbiamo 4 uomini e 1 sola donna. Se fino a qualche anno fa la scelta del sesso dei membri della Giunta era totalmente a discrezione del candidato sindaco, oggi non è più così. Infatti,

L'art. 1, comma 137, della legge n. 56/2014 (Legge Delrio), recita così Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico”. 
  
Questo vuol dire che, per legge, devono essere presenti ALMENO 2 donne in Giunta. 

La legge è stata già ampiamente discussa e confermata prima dal TAR della Calabria e poi dal Consiglio di Stato, per il caso del comune di Montalto Uffugo (CS), il cui sindaco aveva nominato 4 uomini e 1 donna.
Il Consiglio di Stato, Sezione Quinta, con sentenza n. 406, emessa in data 27.10.2015 e depositata in data 03.02.2016, ha confermato la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale Calabria – Catanzaro con la quale ha riconfermato il carattere inderogabile della percentuale di “quote rosa” nelle Giunte comunali prevista dalla legge n. 56/2014, c.d. Delrio.
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Già  la legge 215 del 2012 imponeva di inserire negli statuti comunali norme sulle pari opportunità tra uomo e donna per garantire “la presenza di entrambi i sessi nelle giunte”. Dal 2012 ad oggi, nessuno, tra maggioranza ed opposizione, si è mai posto il problema, e lo Statuto non è stato modificato in tal senso.

Di fronte a questo grave errore da parte di chi si propone di amministrare Adelfia per i prossimi 5 anni, ancor prima di iniziare, gli elettori trarranno le dovute considerazioni.

Vincenzo Prudente, Antonio Di Gilio