venerdì 19 agosto 2016

Gabbia dei Leoni: dopo Antonacci anche Cosola alla ricerca della grande opera....senza i soldi


Non c'è che dire. Anche Cosola, come il suo predecessore è affascinato dai disegni 3D. Come ricorderete, la precedente giunta era molto attiva nel presentare mega progetti in CAD, poi non portati a termine. Un caso è stato quello del progetto della Gabbia dei Leoni naufragato miseramente. Di quel progetto ci rimangono soltanto le immagini oltre ai successivi lavori fatti ad affidamento diretto.

Riqualificazione Gabbia dei Leoni. Bando andato deserto. Le immagini in CAD non sono bastate


Cambia l'amministrazione, ma evidentemente la ricerca della mega opera, in tempi di magra, è un evergreen della politica, duro a morire. Anche la Giunta Cosola, tra i suoi primi atti, in pieno agosto ha individuato un possibile finanziamento per recuperare l'area della Gabbia dei Leoni con il progetto Agorà sicure.
Opera meritoria, anche se i tempi stretti impongono la presentazione del progetto entro fine agosto e a nulla serve chiedere alla cittadinanza di intervenire per eventuali miglioramenti in extremis come foglia di fico.

L'importo che il comune di Adelfia dovrà versare è di circa 85.000 euro. Cifra al quanto irrisoria. Peccato che nella delibera di giunta manchi il parere di  visto di regolarità contabile della  dirigente del settore Rossini.La delibera 69/02016  infatti riporta 


"si prescinde dall'acquisizione del parere di regolarità contabile in quanto l'Ente si riserva l'adozione....ad avvenuta concessione del finanziamento".

Tradotto dal burocratichese all'italiano, significa che al momento non ci sono i soldi (altrimenti il responsabile avrebbe firmato), ma ci poniamo il problema se e quando vinciamo.

Sicuramente una soluzione al quanto singolare per coloro che dai palchi gridavano che avrebbero agito da buon padre di famiglia.

Il buon padre di famiglia prima si accerta di avere i soldi e poi fa un acquisto. A rendere più interessante la questione è che la "lettera ai sindaci" scaricabile dal sito del bando (QUI), riporta"di affidamento dei lavori e che richiede un livello di cantierabilità come sempre alto (progetto definitivo e/o esecutivo e, in caso di preliminare, da approvare entro 60gg in caso di aggiudicazione).

Insomma, in caso di vittoria del progetto, dovranno trovare immediatamente i soldi. Soldi che evidentemente si attendono dalla vendita, ormai da anni di un terreno e un deposito.

Quindi arriviamo agli aspetti politici.
Innanzitutto è evidente come in continuità con le ultime due amministrazioni, si continua a soffrire della sindrome di pollicino. La ricerca spasmodica di grandi progetti, per dimostrare la propria potenza e capacità. Il problema è che lo fanno sempre con i nostri soldi. 

Il secondo punto sono proprio i soldi. Indirettamente si sta certificando che in cassa per le opere non ce ne sono. Divorati dalle due precedenti amministrazioni. Il Nicassio bis, per la famosa questione dell'esproprio per 500.000 euro dell'area mercatale di Montrone e Antonacci per 480.000 della piazza Leone XIII.

Ma c'è un terzo punto non irrilevante
Vinciamo il bando e i soldi vengano trovati  grazie alla vendita degli immobili comunali o aumentando la tassazione o tagliando il welfare. Un secondo dopo si porrebbero problemi urgenti.

Adelfia non vede un'asfaltatura degna di nome, se non semplici rappezzamenti, da ormai un decennio. Distrarre quelle poche risorse per opere "grandiose", quando sono impellenti problemi evidenti di viabilità stradale, mi fa nascere il dubbio che qui il problema è seriamente di cultura della gestione della cosa pubblica.

E' pertanto del tutto evidente che anche per questa amministrazione si sta delineando la stessa colpa originale di Antonacci. Mancanza di un disegno strategico di base e ricerca spasmodica del consenso con tutti i mezzi possibili. E le foto in tempo reale su Fb sono sintomatiche della patologia

Antonio Di Gilio